Come affrontare il dolore del travaglio del parto

Come sarà il mio travaglio? Come faccio a sapere quando devo andare in ospedale? Ho paura del dolore,di non riuscire a controllarmi, cosa posso fare? Queste sono alcune delle domande più frequenti quando si arriva al termine della gravidanza.

Molte di voi in attesa si chiedono come sarà la nascita del proprio bimbo e invece le mamme che lo hanno già vissuto hanno di quel momento ricordi ed esperienze diverse.

Quando parliamo di nascita e parto non ci possono essere due racconti uguali, perché le esperienze sono molto personali e i vissuti sono difficilmente paragonabili….quindi non lasciatevi influenzare perchè il vostro travaglio-parto è solo vostro!!!

Che cosa aspettarsi dunque?

Il dolore del travaglio non è un dolore qualunque ma è un dolore molto particolare, inizia piano piano per avvisare che qualcosa sta cambiando,e assomiglia molto in questa fase al dolore del ciclo; poi  le contrazioni si modificano  sia nella durata che nell’intensità e  il travaglio entra in una fase chiamata “attiva” , dove la mamma ha un grande desiderio di intimità e di essere in un luogo sicuro e protetto, questo è il momento adatto per recarsi in ospedale o chiamare l’ostetrica che ci assiste a domicilio.

Infine nell’ultima parte del travaglio che culmina con la nascita di una nuova vita, il dolore prende una forma ancora diversa sia per motivi fisiologici (stimolazioni diverse per il passaggio del bambino)e anche perché racchiude il significato del passaggio da donna- figlia a donna-madre.

Quali sono gli strumenti che possiamo avere per affrontare questo momento unico della nostra vita?

Ci sono molti metodi naturali (o “strategie dell’ostetrica”)che sono stati studiati e le prove scientifiche, oltre alle opinioni delle mamme ci indicano che sono estremamente efficaci per ottenere un buon travaglio e un parto fisiologico:

-Sostegno emotivo importantissimo in travaglio avere accanto una persona cara e/o l’ostetrica di fiducia per un supporto psicologico ed emotivo;

-L’ambiente: L’interazione tra ambiente e psicologia è costante il cervello può essere influenzato dall’ambiente che lo circonda quindi la scelta del luogo dove partorire è davvero molto importante, andare a visitare ospedali e sale parto, case di maternità o informarsi sul parto a domicilio è un’attività di prevenzione da fare in gravidanza, quando avrete trovato il posto giusto per voi, sarete pronte per partorire.

-Idroterapia: Sono utili gli impacchi caldi, per alleviare il dolore locale. L’acqua aiuta ad entrare in uno stato meditativo che favorisce un travaglio efficace, quindi ormai è ampiamente dimostrato che l’immersione in acqua calda durante il travaglio riduce la richiesta di interventi medici e di analgesia farmacologica, e comporta diversi vantaggi: stimola gli ormoni, rilassa i muscoli, il calore contrasta il dolore.

-Rilassamento e respirazione: l’utilizzo delle tecniche di  respirazione e noto in tantissimo culture come potente analgesico, quando le contrazioni sono molto forti, è utile,per attenuare il dolore e favorire gli ormoni, che insieme all’espirazione si emettano dei suoni come lamenti ,mormorii e anche il canto, meglio prepararsi prima del parto e sperimentare tecniche di rilassamento, visualizzazione e respirazione in modo da scegliere la più adatta a noi.

-Musica: La musica in gravidanza è un canale privilegiato per la comunicazione tra madre e bambino permette di preparare una relazione affettiva serena. In travaglio l’ascolto di musica preferita dalla mamma serve a favorire la distensione, la calma e per far si che ci si concentri su se stessa con lo scopo di ridurre e gestire meglio il dolore, ma anche per diminuire la paura e agevolare il riposo.

Tutti questi rimedi risultano utili, ma come affronteremo la nostra esperienza sarà la somma delle nostre scelte, e quelle del bambino che sta arrivando, e questo porta con se un pizzico di mistero che fortunatamente ancora nessuno è in grado di svelare.